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La dieta mediterranea nell'alimentazione sportiva
Sull'onda di una recente acquisizione in materia di scienza dell'alimentazione, relativa alla sostanziale sanità ed efficacia nutritiva della tradizionale dieta mediterranea, anche gli esperti di alimentazione sportiva si sono adeguati. Già nel 1964, alle Olimpiadi di Tokyo, il medico ufficiale della rappresentativa statunitense, Warren Guild, sosteneva che "la dieta ideale per un atleta in allenamento o prima di una gara è un bei piatto di pastasciutta alla napoletana". Basta con le bistecche al sangue da un chilo, nella speranza che accrescano la massa muscolare e rimpiazzino le cellule usurate! "Le proteine in eccesso afferma l'esperto Nico Valerio in una inchiesta sulla dieta degli sportivi apparsa su "Scienza 2000" sono bruciate con una produzione di calore che aggrava le condizioni già critiche dell'atleta sotto sforzo. Chi prima della gara consuma troppa carne, poi deve occupare una parte di preziosa energia per disintossicarsi di acidi urici e proteine dannose... Per lo sportivo, al centro del metabolismo energetico sono i carboidrati. È grazie ad essi che si può realizzare lo sforzo fisico..." Sulla base di questi criteri venne predisposta la dieta della squadra italiana di caldo ai Mondiali del 1982: pane, pasta, verdure, legumi, frutta fresca, olio extravergine di oliva. poca carne, banditi i grassi animali. Che la vittoria sia dipesa anche da questo?
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