I cibi contenenti fibre tengono lontana la fame perché riempiono e inoltre garantiscono un calo non indifferente dell'efficienza organica ad assorbire calorie abbassando il livello dell'insulina nel sangue

PERCORSO: PETTORALI ALIMENTAZIONE
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I cibi contenenti fibre tengono lontana la fame perché riempiono e inoltre garantiscono un calo non indifferente dell'efficienza organica ad assorbire calorie abbassando il livello dell'insulina nel sangue
Credo che ormai lo sappiate tutti che i cibi contenenti fibre tengono lontana la fame perché riempiono. Ciò che, sicuramente, non si sa è un' altra cosa, assai più importante. Comprendere nel proprio regime alimentare cibi fibrosi riduce in modo considerevole la capacità dell' organismo di assimilare calorie. Questa acquisizione è una delle conclusioni a cui è approdata una lunga ricerca conclusasi nel 1978 condotta in modo congiunto dal Ministero dell'Agricoltura Americana è l'Università del Maryland.
Scelti dodici soggetti campioni, gli si è sottoposti prima a una dieta di 26 giorni basata su cibi a basso contenuto di fibre; poi ad un'altra esattamente opposta, cioè con alimenti fibrosi. Nel rapporto non si dice se sono stati registrati cali di peso. E' però emerso in modo chiaro che durante il periodo della dieta fibre i soggetti presentavano una predisposizione alla assimilazione calorica inferiore del 4,8% rispetto al periodo dedicato alla dieta priva di fibre. Ciò corrisponde a 86 calorie in meno nel quadro di un immagazzinamento giornaliero di 1880, valore che sale a 120 in una dieta da 2500 calorie.
Qualcuno potrà obiettare che il dato non è attendibile, visto che, in assoluto non esiste una dieta del tutto priva di fibre. Può darsi; ma, ad essere sincero non ne sono affatto convinto; anche perché alcuni fra i pasti tradizionali sono proprio a scarso contenuto di fibre. Prendiamo, ad esempio, una tipica colazione: spremuta di pompelmo, riso soffiato, un uovo, una fetta di pane tostato di burro e marmellata, un caffè zuccherato. Un pranzo: panino imbottito di tonno e maionese, con pane bianco ed un bicchiere di succo di mela. Una cena: passato di verdura, carne cruda e pasta, una pagnottella, vino e un gelato. Per quel che mi riguarda, mi ci ritrovo abbastanza e, tutto sommato, credo di non distaccarmi troppo dalla media un frutto fresco in più o in meno.
Se come si è visto una dieta povera di fibre non si discosta molto dal modo classico in cui la gente mangia; quella ricca di fibre è invece assai differente. Al punto che non oserei neppure definirla "ricca", ma più semplicemente, a buon tenore di fibre. Basti pensare che fra i cibi che consumiamo comunemente solo quelli che servono possono entrare a far parte dell'elenco di alimenti propri di una dieta "ricca" di fibre. Pompelmo, riso soffiato, datteri, pane bianco, ananas, spinaci, carote, cavoli, more.
Tanto è vero che gli autori dello studio la dottoressa June L. Kelsay e colleghi hanno volutamente stilato una dieta priva, in modo totale, di prodotti ottenuti con cereali. Credo l'abbiano fatto, più che altro, per verificare fino a che punto l'incremento di frutta e verdura possa determinare cambiamenti nel meccanismo di assunzione e recepimento delle calorie. I risultati hanno dato loro ragione. Mentre con la dieta povera di fibre l'assimilazione calorica è risultata pari al 96,3% con quella arricchita con fibre si è riscontrato un calo fino al 91,6%, ciò a dire che non tutto il cibo era suscettibile di essere trasformato in energia nel passaggio all'interno dell 'intestino. In definitiva, si sintetizza meno grasso.
Il discorso, dunque, è lampante. Una dieta che preveda cibi fibrosi garantisce un calo non indifferente dell'efficienza organica ad assorbire calorie. Ecco perché vi sprono ad inserire nel vostro regime alimenti di questo tipo. Non vi chiedo di farlo in modo immediato e massiccio, ma con gradualità. Perché, ad esempio, mangiare pane bianco, quando esiste quello integrale, che non solo è assai più gustoso, ma è anche ricco di fibre? Siete abituati a mangiare sempre uova o riso soffiato a colazione? Perché non variare, ogni tanto, con una scodella calda di fiocchi di farina d'avena e crusca? Oppure con qualche biscotto integrale, senza zuccheri? Perché non prevedere, a pranzo e a cena, qualche cambiamento, tenendo nel giusto conto cibi come: patate, fagioli, piselli, soia, riso integrale, carote, cavoli, bietole, rape? E se, per caso, siete inclini a provare qualcosa di nuovo, che ne dite dei germi di grano, orzo, grano saraceno, miglio? Procuratevi un libro di ricette macrobiotiche, vi stupirete del numero infinito di piatti gustosi ed affascinanti che è possibile cucinare con questi modesti, ma benefici, ingredienti. Non fate le cose di fretta; cambiate con gradualità il vostro modo di mangiare e non scoraggiatevi al primo assaggio. Un cibo, specie se nuovo per il palato, deve essere gustato più volte per poter saperlo apprezzare in tutta la sua pienezza. Oltre a concedere meno calorie e a soddisfare normalmente l'appetito, i cibi ricchi di fibre presentano altri lati molto positivi. Abbassano il livello dell'insulina nel sangue elemento che, com'è noto, attiva lo stimolo della fame.
Probabilmente ciò accade in quanto questi alimenti impongono al corpo una minor richiesta di insulina. Un'ipotesi, a questo proposito, suggerisce questa possibilità. Il cibo ad alto contenuto di fibre viene digerito dall'organismo con maggior lentezza. In tal modo lo zucchero necessario viene richiamato progressivamente invece che in un colpo solo. Anche chi ha la pressione alta trae giovamento da una dieta fibrosa. Tra i soggetti campione della ricerca della dottoressa Kelsey e colleghi, 6 su 12 tra quelli sottoposti alla dieta priva di fibre presentavano un ritmo cardiaco di 88 pulsazioni al minuto a fronte di un valore medio pari ad 80. Al termine della dieta ricca di fibre tale valore era sceso, mediamente, a 78. Si tratta di un dato di estremo interesse, perché riuscire a ridurre la pressione sanguigna diastolica 'è un'impresa non facile e soprattutto che richiede molto tempo.
Non vorrei adesso, dopo tante lodi sperticate, che qualcuno pensasse che l'unico modo per star bene e per mangiare correttamente consista nel consumare cibi a base di fibre, perché non solo queste sostanze concorrono a darci la sensazione di sazietà. Molto importanti sono, per esempio, i grassi e le proteine che si consumano in un pasto. Non per nulla e vi sarà già capitato è perfettamente possibile dopo aver divorato un intero grilletto di insalata di non sentirsi appagati. Ciò accade perché non avete fornito all'organismo un minimo apporto proteico o di grassi.
Le fibre non sono che un elemento e poi ancora, dal momento che la loro azione nel sedare l'appetito nasce dall 'acqua che trattengono e dalla rugosità. Tanto per intenderci, un esempio. Le pesche sciroppate scivolano nello stomaco ben più facilmente di quelle naturali. Mangiare, che so, tre metà è quasi irrisorio; mentre la cosa è ben più impegnativa con la stessa quantità di frutta fresca. Poi c'è sempre da fare Ì conti con l'equivoco legato alla parola naturale. Ci sono cibi ritenuti tali più per tradizione che per realtà. Prendiamo due esempi. Con l'andare del tempo, il mercato produttivo alimentare li ha letteralmente trasformati, facendoli diventare qualcosa di diverso, di sicuro non più così "naturale" come in origine e come tutt'ora ritenuto.



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