Argomenti inerenti:

Sottoscrivi la nostra newsletter e riceverai tramite e-mail notizie e aggiornamenti.

L'alternativa allo zucchero.
I dolcificanti sono sempre più di moda ma il loro impiego è sempre giustificato o possono nascondere qualche insidia?
Pino a circa trent'anni fa si riteneva che lo zucchero, sia di canna che di barbabietola, fosse un piacevole componente della dieta che rendeva più appetibili svariati cibi non solo per i bimbi, ma anche per gli adulti, costituendo di per sé un importante fonte di energia alimentare. Ora non più. Il nuovo culto del benessere dell'apparenza impone l'uso di dolcificanti artificiali sostitutivi. Infatti è attualmente diffuso il concetto che lo zucchero sia solamente un additivo inutile e responsabile per di più di molte malattie conosciute diffusamente come malattie del benessere, quali il diabete, l'arteriosclerosi, la carie dentaria e persino alcune forme di cancro. Si ritiene inoltre che l'aumento vertiginoso del consumo di zucchero (25 kg pro capite all'anno contro i 3 kg di inizio secolo) sia la causa principale dell'obesità tra i giovani d'oggi.

I dolcificanti
Tutto ciò ha favorito la diffusione sul mercato di sostanze dolcificanti, alternative allo zucchero, destinate soprattutto a diabetici ed obesi. D'altra parte un numero sempre maggiore di persone, pur non avendo necessità di ridurre l'apporto giornaliero di zuccheri, fa uso di questi nuovi dolcificanti con la convinzione che possano giovare alla loro salute, mantenendole in ottima forma fisica. Ma tali sostanze alternative allo zucchero sono davvero innocue e prive di rischi per la salute? Il problema della loro tossicità cronica è ancora in discussione, in attesa di risultati più sicuri da indagini tossicologiche in corso. Sta di fatto, comunque, che in commercio ne esistono svariati tipi: sintetici, naturali, dietetici, ecc. Si tratta per lo più di sostanze chimiche ottenute per sintesi, che hanno generalmente un elevato potere dolcificante con un minor contenuto di calorie rispetto allo zucchero.

Saccarina
II più noto dolcificante di sintesi, fra i primi ad essere usato, è senza dubbio la saccarina, che è stata prodotta per la prima volta nel 1879. La sua comparsa in farmacia però risale solo agli inizi del '900. Questo preparato ha un potere dolcificante 300 volte superiore allo zucchero e, non essendo metabolizzato dall'organismo, non possiede alcun potere nutritivo. Per tale motivo la saccarina è stata prescritta in particolar modo a diabetici ed obesi. Tuttavia tale sostanza si è dimostrata cancerogena in animali da laboratorio, per cui nel 1977 la Food and Drug Administration americana (FDA) ne ha vietato la vendita. D'altro canto, essendosi dimostrata insostituibile nella dieta dei diabetici non essendosi verifìcati casi di cancro della vescica dell'uomo, come faceva supporre la sperimentazione lici ratti, è stata successivamente reintrodotta sul mercato.

Aspartame
Un'altra sostanza alternativa molto in uso è l'aspartame, il quale ha un potere dolcificante 200 volte superiore allo zucchero. A differenza della saccarina, però, questo viene metabolizzato fornendo un certo apporto calorico, anche se fortunatamente in quantità alquanto ridotta: per il suo elevato potere dolcificante, infatti se ne usa solo una modesta quantità; per di più l'aspartame non può essere aggiunto a cibi o bevande da sottoporre a cottura o a sterilizzazione, perché si degrada facilmente. D'altra parte anche la medicina suggerisce di limitare il consumo di questo prodotto a causa del suo alto contenuto di fenilalanina, un aminoacido essenziali all'organismo, ma che può provocare, a contrazioni elevate nel sangue, gravi danni al sistema nervoso centrale soprattutto negli individui affetti da fenilcetonuria , una malattia genetica enzimatica.

Ciclamati
Nuovi edulcoranti sono stati recentemente introdotti nel mercato: i ciclamati, prodotti di sintesi dell'acido cicloesilsulfamico. Dolcificanti circa 30 volte più dello zucchero, possiedono il grande vantaggio che, in combinazione con la saccarina, ne modificano il retrogusto metallico. Purtroppo si è scoperto che i ciclamati vengono trasformati nell'organismo umano in cicloesilamina, ben noto cancerogeno, in grado di indurre il cancro anche a bassissime dosi. Si sospetta pure che siano teratogeni, cioè che provochino deformazioni del feto durante il suo sviluppo nel grembo materno. L'Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS) ha quindi stabilito una dose massima giornaliera di sicurezza di 11 milligrammi /kg peso corporeo.

Dulcina
La dulcina è un composto chimico (4etossifenilurea) che si presenta sotto forma cristallina di colore bianco e inodore. È un dolcificante noto da molto tempo, il cui sapore dolce persistente è molte volte più intenso di quello dello zucchero comune. Veniva largamente usato in passato come edulcorante artificiale, soprattutto in cibi e bevande per diabetici. Ora ne è stato abbandonato l'uso poiché si sospetta che, se assunto per lunghi periodi, possa indurre tumori a carico del fegato e delle ghiandole surrenali.

Acesulfame-K
Di recente sintesi è invece l'acesulfame-K la cui molecola è affine a quella della saccarina, senza tuttavia possedere il caratteristico retrogusto amaro. Esso ha un potere dolcificante che è 200 volte maggiore del .saccarosio. Il composto sembra che non abbia attività mutagena e cancerogena, per cui viene largamente impiegato nel campo dei soft drinks, desserts e dolci. Nonostante le rassicuranti conoscenze sulla tossicità di la FIDA ha stabilito una dose massima giornaliera di sicurezza di 15 milligrammi/kg peso corporeo.

Proteine dolci
Di recente sono state messe in evidenza proteine «venti potere dolcificante di 16003000 volte superiore ;il saccarosio. Tali sostanze (Pentadina, Mabinlina, Miraculina, Curculina Taumatina e Monellina) vengono estratte da piante che crescono in Africa e in Asia. Tullavia le proprietà farmacologiche non sono ancora Hinic del tutto definite.

Meglio lo zucchero?
Sembrerebbe che l'assunzione di sostanze dolcificanti illimitate allo zucchero sia sempre da evitare se non in casi di estrema necessità, come ad esempio nel diabete, ma che anche lo zucchero possa provocare dei danni a causa delle sostanze contaminati residue dei procedimenti di raffinazione. Il ricorso ai dolcificanti di sintesi d'altra parte sta divenendo un fenomeno che coinvolge sempre più i giovani che seguono le nuove "mode alimentari" e sono sempre più sedentari e teledipendenti. Certamente un alimento dolce è piacevole al palato, ma gli zuccheri che fanno bene da un punto di vista nutrizionale non sono certamente ne quelli sintetici ne quelli estremamente raffinati come lo zucchero bianco che contiene, se pur entro limiti accettabili, anidride solforosa e offre solo calorie "nude". Sarebbe molto meglio educare perciò il proprio palato a sapori più genuini e naturali, ricorrendo a frutta, verdura, cereali eco. per assumere gli zuccheri della qualità migliore dal punto di vista nutrizionale. Il problema quindi non è risolvibile mediante la sostituzione dello zucchero con dolcificanti sintetici, che potrebbero arrecare danno alla nostra salute, ma piuttosto attraverso una dieta equilibrata ed un'adeguata attività fìsica.


Sezioni Del Sito