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Le fonti alimentari di zinco sono: fegato, pollame, frutti di mare, cereali integrali.
I minerali sono intimamente coinvolti nella chimica dell'organismo.
Molti fanno parte dei sistemi enzimatici, essenziali alla vita delle cellule; mentre altri, come il calcio e il fosforo, sono i principali costituenti della forza e della struttura delle ossa. Tutti i minerali costituiscono circa il 4% del peso corporeo, mentre gli elementi traccia costituiscono solo lo 0,01%. Entrambi contribuiscono al sano mantenimento dell'organismo, ma alcuni di essi intervengono sostanzialmente nella riduzione del rischio di tumore. Essi si dividono in due raggruppamenti che tengono conto delle dosi giornaliere utili per l'organismo: macrominerali e microminerali.
- I macrominerali sono: calcio, fosforo, potassio, zolfo, sodio, doro e magnesio.
- I microminerali o elementi traccia sono: ferro, zinco, iodio, rame, manganese, fluoro, cromo, cadmio, selenio e molibdeno.
C'è un grande disaccordo tra gli studiosi circa il fabbisogno giornaliero dei minerali poiché perdite di questi preziosi elementi possono derivare sia dalla preparazione dei cibi, sia dalla presenza nella dieta di alimenti ricchi di fibre che ne modificano l'assorbimento: in ogni caso non sono mai necessario dosi notevoli.
Il ferro è necessario per formare l'emoglobina del sangue, che trasporta l'ossigeno; la carenza di questo minerale aumenta il rischio di tumore dell'esofago e dello stomaco, mentre la vitamina C ne aumenta l'assorbimento. La dose giornaliera è di 10 mg per gli uomini e 18 mg per le donne. Le fonti sono: fegato, maiale, pesce, pollame, frutta secca, cereali integrali.
Lo iodio è necessario per lo sviluppo regolare della tiroide mentre la sua carenza porta al gozzo; sia la carenza che l'eccesso di iodio possono provocare il tumore della tiroide. La dose giornaliera è di 150 mcg. Le fonti sono: frutti di mare, latticini, pane, sale iodato.
Lo zinco è parte essenziale di più di cento enzimi e perciò è di importanza vitale; esso influisce notevolmente sul sistema immunologico. Qualsiasi carenza di zinco alimentare riduce la produzione di linfociti "T" (cellule timo dipendenti), e aumenta il rischio di tumori; d'altra parte ci sono prove che un eccesso di zinco potrebbe essere pericoloso: in sintesi prove concrete dimostrano che diete povere o ricche di zinco sono entrambe pericolose per il rischio di cancro. La dose giornaliera non deve superare i 15 mg. Le fonti alimentari di zinco sono: fegato, pollame, frutti di mare, cereali integrali.
Il rame, componente fondamentale di alcuni enzimi, è necessario per i globuli rossi, il sistema nervoso, le ossa e la riproduzione. La dose giornaliera è 2-3 mg.
Le fonti sono: ostriche, fegato, noci, legumi secchi, rognone.
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