Un'alimentazione iperproteica è composta da 2,2 grammi di proteine per chilo di massa magra, questo perché come abbiamo detto il corpo di un atleta si trova in una situazione di stress e facile catabolismo.

PERCORSO: PETTORALI ALIMENTAZIONE
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Un'alimentazione iperproteica è composta da 2,2 grammi di proteine per chilo di massa magra, questo perché come abbiamo detto il corpo di un atleta si trova in una situazione di stress e facile catabolismo.
Le regole di una corretta alimentazione sportiva non cambiano ovviamente per chi soffre di attacchi di panico, sebbene si possano dare alcuni consigli di massima da rispettare. Dando quindi per scontato che si stia seguendo un piano alimentare corretto da un punto di vista sportivo, vi sono alcune informazioni che ritengo importanti in questo caso. Prima di tutto una dieta ben bilanciata e senza estremismi, strutturata su un regime composto di pasti frequenti, come nella migliore tradizione del body building, sembra essere la cosa migliore sia per un migliore controllo del peso sia per una miglior gestione dell'umore e dell'ansia.
Un'alimentazione iperproteica è sicuramente da seguire e dopo consulto medico è opportuno alzare la quota anche oltre i 2,2 grammi di proteine per chilo di massa magra, questo perché come abbiamo detto il corpo si trova in una situazione di stress e facile catabolismo, in maniera maggiore rispetto ad un normale atleta. Un'alimentazione iperproteica quindi non solo tende come sappiamo a costruire massa muscolare, ma cerca di evitare il più possibile un eccessivo catabolismo al quale si può andare incontro. È possibile però, prestando attenzione ad alcuni cibi, ridurre gli stati ansiosi.

Una buona abitudine da tenere è quella di mangiare un adeguato apporto dì carboidrati complessi, come pasta e patate. Infatti non solo in questo modo si avrà una glicemia più costante evitando quindi sbalzi di glicemia poco desiderabili e inutili, ma inoltre si avrà un blando effetto sedante dovuto ad un aumento dei livelli di serotonina. È consigliabile inoltre cercare di evitare bevande contenenti caffeina, come caffè, coca cola e tè che vanno quindi limitati soprattutto in prossimità delle ore serali. E opportuno inoltre evitare bevande alcoliche, sebbene un classico bicchiere di vino non sia nocivo, in quanto in genere gli alcolici e superalcolici tendono solo temporanemente a dare una sensazione di relax.

Un occhio di riguardo inoltre andrebbe dato ai cibi ricchi di glutammato (un aminoacido stimolante) come le pietanze industriali già pronte alla cottura, che potrebbe aumentare i disturbi di panico. A seconda della risposta individuale ho trovato utile nella mia esperienza l'inserimento di piccole quantità di carboidrati a basso indice glicemico nella cena e nel pasto prima di dormire. In genere i carboidrati, soprattutto nel pasto prima di coricarsi, vengono evitati ma alcuni trovano difficile addormentarsi per via di quella leggera ansia che a volte si può trascinare dalla giornata: proporrei una bevanda composta da proteine (caseine o albume d'uovo) insieme a del latte di soia caldo che per il suo contenuto di triptofano aiuta di certo un miglior rilassamento e facilita il sonno tramite la sua azione serotoninergica. Il fatto che contenga tirosina in questo caso non ha evidenza con una possibile stimolazione cerebrale. Scegliendo poi quello di soia si evitano gli inconvenienti legati al lattosio presente nel normale latte.

Occorre seguire un certo regime tuttavia e stare attenti a non consumare troppe calorie. Infatti da una ricerca condotta da una nota azienda americana si è cercato di individuare una connessione tra disturbi minori come l'ansia e l'alimentazione e si è notato come sia uomini che donne tendessero a mangiare in modo eccessivo. | Sono stati monitorati i contenuti nutrizionali delle diete seguite dalla persone che sì definivano stressate e non stressate. Nelle donne si notava che un indicatore dello stress era la diminuzione del consumo di frutta e verdura mentre per gli uomini sembra che sotto stress si elevasse il consumo di grassi.

Una spiegazione che è stata data come relazione tra psiche e dieta potrebbe essere l'utilizzo del cibo come sollievo dall'ansia e depressione, sebbene si potrebbe anche indicare il fatto che chi soffre di panico e ansia correlata si senta spesso spossato e svuotato, specie dopo un attacco e quindi avverta il bisogno più psicologico che reale e nutrizionale di mangiare. Se però queste considerazioni sono importanti da seguire nei periodi di massa senza troppa ansia, durante un periodo di definizione può essere più difficile: una dieta in genere è già impegnativa da seguire per chi è sereno e calmo quindi, per chi deve affrontare un nemico in più, può essere anche più difficoltosa. motivo di sazietà.

Anche questa regola rimane tra quelle di base da seguire in una dieta normale in definizione ma può tuttavia essere un buon trucco al fine di avere una maggior sensazione di sazietà e non avvertire quella sensazione di vuoto allo stomaco e fame che poi può portare a fenomeni di ansia e panico che possono solo farci bruciare più massa che altro.



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