|
Argomenti inerenti:
La fibra nervosa dopo aver percorso il nervo entra nel ventre muscolare e si appoggia sulla fibra muscolare.
La fibra muscolare può essere paragonata, per analogia, ad un motore a scoppio. I filamenti (spessi e sottili) sono assimilabili alla struttura metallica del motore (pistoni e cilindri) per la loro funzione; l'ATP è paragonabile, per il suo ruolo, alla benzina; il calcio per la sua azione permissiva sulla contrazione è assimilabile alla scintilla che da inizio alla combustione.
Proseguendo nell'analogia si può dire che la fibra nervosa che giunge sulla superficie della fibra muscolare è un po' come l'impianto elettrico dei muscolo.
Attraverso essa arrivano gli impulsi che fanno sì che i tempi, le durate e le modalità della contrazione siano quelle volute dal cervello e quindi dalla volontà dell'individuo. Tra fibra nervosa e fibra muscolare si stabilisce un rapporto di contiguità: la fibra nervosa, dopo aver percorso il nervo entra nel ventre muscolare e si appoggia sulla fibra muscolare con una specie di « piede » ripieno di piccolissime microvescicole.
L'insieme del « piede » della fibra nervosa, dello spazio fra la fibra nervosa e quella muscolare e della parte di fibra muscolare che sta sotto il piede prende il nome di sinapsi neuromuscolare o placca motrice.
A livello della placca motrice la trasmissione dell'impulso dal nervo al muscolo non avviene elettricamente bensì con un meccanismo chimico. Infatti in conseguenza dell'arrivo dell'impulso nervoso a livello del piede si ha la liberazione nello spazio intersinaptico (compreso fra fibra nervosa e muscolare) di una sostanza chimica: l'acetilcolina.
Questa costituisce un segnale che viene riconosciuto dalla membrana della fibra muscolare ed interpretato come un ordine di contrazione.
Il riconoscimento avviene grazie alla presenza, sulla superficie della fibra muscolare nella zona della placca motrice, di recettori specifici per l'acetilcolina.
Esiste fra l'acetilcolina ed il suo recettore un rapporto che è stato paragonato a quello fra la chiave e la serratura: quando la chiave è quella giusta entra nella serratura e la fa girare; in caso contrario, cioè in presenza di trasmettitori chimici diversi dall'acetilcolina, questi vengono ignorati dal recettore.
Immediatamente dopo la liberazione dell'acetilcolina questa viene distrutta ad opera di un enzima, la acetilcolina esterasi: ciò fa sì che immediatamente dopo aver attivato la fibra muscolare l'acetilcolina scompare e si creano le condizioni perché il muscolo possa rilasciarsi. Se è necessario che la contrazione si prolunghi arriveranno altri impulsi nervosi e verranno liberate altre quantità di acetilcolina. Questa è infatti immagazzinata in discrete quantità nelle microvescicole del « piede » della fibra nervosa. Tale quantità non può però essere illimitata, e lo dimostra la seguente osservazione.
Se si « smonta » dalle sue inserzioni ossee un muscolo insieme al suo nervo, è possibile farlo contrarre stimolando quest'ultimo.
Il muscolo risponde alla stimolazione del nervo per un certo periodo di tempo finché, ad un certo punto, non risponde più. Se in seguito, si stimola direttamente il ventre muscolare, esso è ancora in grado di contrarsi per un discreto periodo di tempo. Evidentemente la stimolazione prolungata del nervo fa sì che i « piedi » delle placche motrici esauriscano l'acetilcolina per cui il muscolo non può più essere attivato dalla stimolazione nervosa, mentre lo è ancora attraverso quella diretta, che non richiede la presenza di acetilcolina. Questo fenomeno può essere alla base dei fenomeni della fatica muscolare, insieme all'esaurimento delle riserve energetiche muscolari.
|
|
|
Sezioni Del Sito
|