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I tendini e le aponevrosi sono costituiti da fasci paralleli di tessuto connettivo molto robusto e sono in grado di sopportare carichi anche molto elevati.
I muscoli scheletrici dell'uomo sono dei « motori » molto complessi che muovono delle leve costituite dalle varie porzioni scheletriche su cui si inseriscono.
Ciascun muscolo è costituito, schematicamente, da una parte carnosa, contrattile, detta ventre muscolare, ricca di fibre muscolari, vasi sanguigni e scarso tessuto connettivo, e da una parte che ha invece il compito di ancorare il ventre muscolare alle strutture ossee. Tali dispositivi di ancoraggio possono essere tendinei, con aspetto cilindrico, o di tipo aponevrotico (cioè costituiti dallo stesso tessuto dei tendini ma con disposizione a fascia o a « lenzuolo »). Le strutture tendineo-aponevrotiche sono relativamente inestensibili mentre il ventre carnoso è contrattile e presenta proprietà elastiche.
I tendini e le aponevrosi sono costituiti da fasci paralleli di tessuto connettivo molto robusto e sono in grado di sopportare carichi anche molto elevati (fino a 500 kg/cm2).
Il ventre muscolare è invece costituito da un insieme di fibre contrattili, raccolte in fascicoli muscolari, la cui disposizione può essere lungo l'asse maggiore del muscolo (fibre longitudinali) oppure può incrociare tale asse con un angolo variabile (muscoli pennati o semipennati).
La disposizione longitudinale fa sì che l'intero accorciamento del muscolo risulti dalla somma dell'accorciamento delle singole fibre disposte in parallelo.
La disposizione pennata o semipennata (di gran lunga la più frequente) consente di ottenere un accorciamento del muscolo che è minore di quello ottenibile se le fibre fossero parallele, a parità di accorciamento della singola fibra. Tuttavia ciò consente una maggiore forza ai capi tendinei.
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