Pasti frequenti portano ad un rilascio più controllato dell'insulina

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Pasti frequenti portano ad un rilascio più controllato dell'insulina
Consumare pasti frequenti offre svariati vantaggi a chi cerca di perdere grasso ed aumentare la muscolatura. Da un punto di vista pratico, mangiare ogni due ore e mezza o tre ore aiuta a mantenere costante la glicemia e questo evita la fame oltre a conservare le energie. Al contrario aspettare troppo a lungo tra un pasto e l'altro rovina il metabolismo predisponendo alle abbuffate incontrollabili.
Ci sono pure vantaggi ormonali diretti. Pasti frequenti portano ad un rilascio più controllato dell'insulina, risultato dell'introduzione di un numero minore di calorie per volta. Consumare soltanto uno o due pasti di ampia consistenza inonda il corpo di insulina, il principale ormone preposto all'immagazzinamento delle sostanze nutritive, e devia l'eccesso calorico nelle vie di sintesi dei grassi. Ciò è particolarmente vero se i pasti contengono carboidrati ad elevato indice glicemico, ossia rapidamente assimilabili.

Pasti più piccoli, con maggiore frequenza, sono la soluzione naturale per il corpo dato che imitano il rilascio pulsatile degli ormoni, compreso l'ormone della crescita e il testosterone. Gli spuntini in quel modo migliorano l'assimilazione di quasi tutte le sostanze nutritive. In breve, il corpo utilizza i pasti più contenuti e maggiormente frequenti in maniera più efficiente rispetto a quelli meno frequenti e più sostanziosi. Mangiare ogni 2-3 ore permette di avere un ambiente anabolico ottimale perché è possibile introdurre una quantità sufficiente di proteine per favorire il bilancio azotato positivo che contribuisce alla crescita muscolare.
Ma pasti più piccoli e più frequenti aiutano davvero a dimagrire? Un nuovo studio ha esaminato tale modello di alimentazione in un gruppo di uomini tra i 45 ed i 64 anni.1 Il numero di pasti quotidiani oscillava tra 1-2 e 5. Soltanto il 14% dei soggetti sperimentali era obeso, sebbene il metodo standard impiegato per misurare il grado di obesità 'indice di massa corporea (BMI) non è applicabile ai soggetti con molti muscoli.
Lo studio ha riscontrato che chi consumava cinque pasti al giorno aveva in media il 13% di BMI in meno rispetto a chi ne faceva solo uno o due. Inoltre chi mangiava con maggiore frequenza aveva il rapporto tra vita e fianchi il 4% in meno, indicazione di una minore quantità di grasso. È interessante che coloro che si alimentavano più spesso avessero assunto pure, in media, il 19% di carboidrati in più, con il 9% di grassi ed il 15% di proteine in meno rispetto al gruppo di coloro che mangiavano di rado. Ciò sottolinea ulteriormente l'idea che il corpo utilizza le calorie, indipendentemente dalla fonte, in maniera più efficace se i pasti hanno una frequenza più elevata. A proposito, entrambi i gruppi introduce-vano il medesimo totale calorico quotidiano. Molti dicono di non avere il tempo di preparare cinque o più pasti al giorno. Quello che non capiscono è che anche uno shake proteico o una barretta per sportivi conta come un pasto. L'idea qui sta nell'assu-mere calorie e sostanze nutritive ad intervalli frequenti.

Affinchè la strategia sia efficace, non è necessario che i pasti siano quelli tradizionali.



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