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Come funziona il sistema anaerobico lattacido? Quale tipologie di sport e atleti ricorrono al sistema anaerobico lattacido?
II sistema anaerobico lattacido si avvale, per ricaricare l'ATP, dell'energia fornita dal glicogeno (ovvero dagli zuccheri) e consente di compiere uno sforzo piuttosto intenso fino a un minuto circa.
Il serbatoio di questo meccanismo è più voluminoso rispetto al sistema anaerobico lattacido , ma con un rubinetto, o foro di uscita, di minore portata. In tal modo si ottiene un livello di contrazione molto elevato, anche se non massimale come nel caso del sistema anaerobico alattacido.
Dalla definizione si capisce che questo processo avviene in assenza di ossigeno. Ciò non vuole dire che non si respiri! Significa, piuttosto, che l'intensità dello sforzo comporta un processo di demolizione e ricostruzione delle molecole di ATP così rapido che non si fa in tempo, se non in minima parte, a realizzarlo per via aerobica.
Questo meccanismo fisiologico produce una sostanza, l'acido lattico, che in una certa concentrazione nel sangue, prima procura un progressivo affaticamento, poi arriva a impedire, anche completamente, il lavoro muscolare.
A chi non è capitato, dopo una corsa forsennata, di provare quella spiacevole sensazione di blocco muscolare, di dolore al fegato, accompagnato da un forte senso di nausea? In questi casi l'acido lattico è l'indiziato principale!
Ricorrono al sistema anaerobico lattacido i quattrocentisti nell'atletica leggera, i nuotatori nella distanza dei 100 metri, gli sciatori nello slalom speciale, prove che durano dai 45 ai 60", con una intensità elevatissima.
Anche sforzi di pochi secondi, ma ripetuti per più volte, rientrano in questo meccanismo, come può capitare a un calciatore, a un rugbista o a un pallanuotista se impegnati in una serie di scatti massimali ed in rapida successione fra di loro.
Può essere pure lo spunto di accelerazione in prove di resistenza, come nei 5000 o 10000 metri. Questi allunghi «spezza gambe» consentono di staccare gli avversari o li obbligano ad andature più elevate, durante le quali il maggiore o minore insorgere di acido lattico fa la differenza tra chi è ben allenato e chi non lo è.
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