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I muscoli e il sistema nervoso: la coordinazione migliora con l'attività motoria.
I muscoli hanno la possibilità di avvicinare o allontanare fra loro i segmenti ossei, permettendo in tal modo il movimento.
Si tratta, a questo punto, di vedere come faccia l'uomo a compiere le azioni assecondando la propria volontà, ovvero in maniera coordinata.
Cosa è, dunque, la coordinazione?
E la capacità di fare corrispondere il piano motorio che si ha in mente con ciò che, poi, in effetti viene realizzato.
Pensa a un bambino di quattro anni che è convinto di sapere palleggiare come sta facendo il suo papa. Prende la palla e prova, ma il risultato, ahimè!, non è quello che pensava... eppure sembrava così facile!
Cosa è successo? Tra il suo progetto e ciò che effettivamente riesce a fare si frappone una distanza che i processi di crescita, guidati dall'educazione fisica ed esaltati dallo sport, tendono progressivamente a ridurre nel corso degli anni, fino a una sovrapposizione più o meno precisa.
E necessario, quindi, un raccordo tra la volontà e l'azione dei muscoli; in altre parole occorre un regista: il sistema nervoso.
Questo è costituito dal cervello, dal cervelletto, dal midollo spinale e da tutte le ramificazioni nervose che, diramandosi dal rachide, raggiungono ogni parte del corpo.
la REGIA DEL SISTEMA NERVOSO
La decisione di contrarre il muscolo e di modularne la tensione è presa sempre e solo nel nostro cervello, che opera come una vera e propria sala di regia computerizzata.
Da qui parte l'impulso che, percorrendo il canale della colonna vertebrale, arriva ai muscoli attraverso una vasta rete di ramificazioni nervose.
Ognuna di queste coinvolge un certo numero di fibre, costituendo in tal modo una unità motoria.
Il punto in cui il comando di contrazione passa dal sistema nervoso all'apparato muscolare si chiama placca motrice. Attraverso di essa una scarica elettrochimica provoca Io scorrimento dei filamenti di actina su quelli di miosina, con il conseguente accorciamento del muscolo.
quando L'AZIONE DIVENTA COMPLESSA
Come puoi immaginare, nel momento in cui decidi di compiere un gesto, anche il più semplice, metti in moto un meccanismo molto articolato, basato su una perfetta sintonia tra chi comanda, il sistema nervoso, e chi esegue, ovvero i muscoli... Naturalmente le ossa, legate a questi ultimi, non possono che adeguarsi.
La tua immaginazione deve ora crescere di intensità se cominci a considerare le attività motorie più complesse, e nel mondo dello sport hai solo l'imbarazzo della scelta.
Un ginnasta che si esibisce in una qualsiasi delle sue specialità, un tuffatore che in due-tre secondi riesce a fare evoluzioni che hanno dell'incredibile, un trapezista che affida al cronometro del proprio cervello la scelta di tempi per ritrovare in volo le mani del compagno al momento giusto, la dicono lunga sulla quantità di operazioni che avvengono nel silenzio della nostra sala di regia.
E evidente che in quelle frazioni di secondo l'atleta effettua delle scelte motorie rapidissime, dove solo gli automatismi lo possono aiutare. Deve, quindi, agire secondo programmi già sperimentati, ripetuti in allenamento e messi in memoria, per arrivare a modalità di esecuzione via via più precise ed efficaci.
È questo il processo dell'apprendimento motorio che, partendo dai gesti incontrollati del neonato, ci porta nel corso degli anni a effettuare i movimenti in forma sempre più fluida e sincronizzata.
L'ALFABETO MOTORIO
L'apprendimento motorio segue uno spartito ben preciso. Dapprima si imparano in forma approssimata le abilità di base, in un certo senso l'alfabeto dei movimenti, come il camminare, il correre, il saltare. Io strisciare, il rotolare, l'afferrare, il lanciare. Progressivamente queste abilità si perfezionano e si consolidano, trasformandosi in schemi motori, nei quali si acquisisce sempre più sicurezza, ci si muove per automatismi senza più prestare eccessiva attenzione a ciò che si sta facendo.
Da questo punto di vista devi sapere che è fondamentale per l'apprendimento motorio l'arco di tempo che va, più o meno, dai 6 ai 12 anni.
un PREZIOSO CONTENITORE
Durante questo periodo il sistema nervoso è come un baule vuoto, che può essere riempito di tante informazioni motorie,
che, sotto forma di giochi o di esercizi, stimolano il sistema neuro-muscolare.
Se le informazioni sono giuste e inserite secondo un preciso ordine, allora la capacità di movimento raggiungerà dei livelli elevati. Al contrario, si verifìcheranno grossi limiti alla motricità. Inoltre, questo preziosissimo contenitore non rimane aperto all'infinito, ma si chiude progressivamente, fino a che non è più possibile, intorno ai 12-13 anni, inserire altre informazioni.
Quante volte avrai sentito dire «... è veramente bravo ed elegante nei movimenti: si vede che ha imparato a fare sport da piccolo». Evidentemente il suo baule è stato riempito nel modo e nei tempi giusti.
Non che dopo questa età non si possa più migliorare, intendiamoci, ma i progressi saranno dovuti principalmente al perfezionamento di ciò che è stato messo nell'interno di quel contenitore e non all'acquisizione di nuove informazioni.
Ti rendi conto, ora, di quanto sia importante seguire al meglio il programma di educazione fisica nella scuola e possibilmente praticare anche uno sport?
le INFORMAZIONI NECESSARIE
Un movimento è preciso quando risponde perfettamente all'esigenza per cui viene realizzato. Se due persone allungano il braccio per afferrare un bicchiere ed una di loro non ci riesce facendolo cadere, vuole dire che ha ricevuto delle informazioni sbagliate: in questo caso, forse, l'occhio ha valutato non correttamente la distanza per arrivare al bicchiere.
I gesti, quindi, possono essere stati identici da un punto di vista meccanico, con lo stesso dispendio di energie, ma uno dei due non è stato adeguato all'esigenza del momento, ovvero preciso.
Ecco, dunque, che nella formazione del movimento intervengono i nostri preziosissimi «informatori», senza i quali sarebbe impossibile addirittura vivere,
La tua età, fra l'altro, è molto delicata da questo punto di vista, in quanto devi adattare, quasi giorno per giorno, la coordinazione dei movimenti alla continua crescita degli arti, crescita che fra i 10 e i 13 anni è davvero notevole. Chiudere uno sportello con un gesto eccessivo, raccogliere qualcosa andando fuori misura o fare male nei giochi, senza volerlo, sono inconfondibili segnali che le tue capacità coordinative ancora non si sono adattate ai rapidi processi di crescita, che caratterizzano questo periodo della vita.
diversi TIPI DI MOVIMENTO
Non tutte le nostre azioni sono uguali: i movimenti si distinguono in volontari, automatici e riflessi.
Sono volontari i movimenti che si effettuano sotto il completo controllo della volontà.
Quelli automatici iniziano come volontari, poi, una volta appresi, affinati e memorizzati, si realizzano indipendentemente dalla volontà stessa, anche se questa ha sempre su di loro completa autorità. In ogni momento, infatti, può arrestarli o modificarli, come avviene, ad esempio, nella deambulazione.
Molte azioni e combinazioni nel pugilato sono automatiche... in certi casi se i contendenti dovessero ragionare, anche per un solo attimo, su cosa fare rischierebbero di ritrovarsi al tappeto.
I movimenti riflessi, di regola, sono completamente svincolati dalla volontà, come i riflessi di paura, di collera, di dolore.
I BENEFICI DELL'ATTIVITÀ MOTORIA
La principale caratteristica di una regolare attività motoria è quella di favorire ed incrementare gli scambi all'interno del nostro corpo delle sostanze che garantiscono la vita stessa.
Non fanno eccezione le cellule nervose che attraverso l'allenamento vengono meglio nutrite.
Attraverso la ripetizione costante dei movimenti gli impulsi
nervosi sono condotti in forma sempre più veloce e precisa. Ciò comporta una maggiore specializzazione con conseguente miglioramento della coordinazione in genere.
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