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Allenamento con carichi di lavoro che permettono di raggiungere la supercompensazione.
La supercompensazione è il principio per cui il corpo umano, se provocato intelligentemente, sa reagire migliorando le proprie prestazioni.
Pensa per un attimo a cosa si verifica alla tua mano quando inizi a giocare a tennis. Dopo alcuni tentativi ti accorgi che la pelle si è irritata fino quasi a formare delle vesciche, che ti impedirebbero, addirittura, di impugnare la racchetta.
Cosa devi fare allora? Molto semplicemente fai riposare la mano; dopo qualche giorno vedrai formarsi, là dove stava comparendo l'infiammazione un callo che ti consentirà di tenere la racchetta ben salda senza più problemi.
Cosa ha fatto il tuo fisico in questo caso? Ha reagito a degli stimoli durante il riposo che gli hai concesso, creando così le difese che ti servivano per risolvere quel problema: ha, in altre parole, super-compensato di fronte ad una situazione che lo stava mettendo in crisi.
E ciò che accade, appunto, con l'allenamento:
l'organismo, stimolato dagli esercizi, durante il riposo reagisce e supercompensa, cioè migliora.
Ti sarai certamente accorto che quando studi una poesia a memoria la ricordi meglio la mattina successiva dopo che una buona dormita ha permesso al tuo cervello di reagire, riordinando nella maniera migliore le informazioni che hai acquisito la sera.
Per carico di lavoro si intende l'insieme delle attività svolte nell'ambito di un determinato periodo. Avremo, quindi, carico di lavoro giornaliero, settimanale, mensile, annuale.
Questo carico è detto esterno in riferimento alle quantità che si possono misurare, come il numero di chilometri percorsi, dì chilogrammi sollevati o di secondi impegnati in un esercizio.
Il carico interno, invece, non è misurabile e offre l'idea di ciò che il carico esterno ha prodotto sull'organismo dell'atleta. E in un certo senso la fatica che non si può certo quantificare, ma che l'allenatore, con esperienza deve valutare per stabilire se incrementare oppure ridurre i carichi successivi. La frequenza cardiaca è, comunque, un buon segnalatore del carico interno.
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