Tono muscolare, contrazioni muscolari, analisi e classificazione dei muscoli per sviluappare muscoli e forza.

PERCORSO: PETTORALI
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Tono muscolare, contrazioni muscolari, analisi e classificazione dei muscoli per sviluappare muscoli e forza.
II peso corporeo è dato per il 50-60% dai muscoli. Questi, sotto il controllo del sistema nervoso centrale, trasformano l'energia chimica in energia meccanica. Ecco, dunque, che il muscolo costituisce il motore che permette all'uomo di espletare la sua vita di relazione, foss'anche solo limitata alla parola o alla scrittura: per comunicare deve in ogni caso azionare i muscoli facciali o quelli delle dita. Attraverso l'unica azione che sa fare, ovvero accorciarsi o resistere ad un allungamento, il muscolo riesce a muovere sui più svariati piani spaziali i segmenti corporei e, quindi, a far funzionare al meglio tutto il corpo. Il muscolo è costituito dal 75% di acqua, dal 20% di proteine e dal 5% di sali inorganici.

COME SONO CLASSIFICATI I MUSCOLI
Muscoli lisci o involontari. Sono quelli che si contraggono indipendentemente dalla nostra volontà: voglia o non voglia, infatti, l'uomo non riesce a controllare i muscoli dell'intestino, dello stomaco, delle arterie, dei bronchi e quelli situati negli organi delle vie urinarie. Muscoli striati scheletrici o volontari. Si tratta dei muscoli disposti lungo lo scheletro, quindi, deputati alla locomozione; sono quei muscoli che noi comandiamo e moduliamo a seconda delle nostre esigenze. Vengono detti striati in quanto ad un'indagine al microscopio si evidenziano delle striature, costituite dalle miofibrille. Muscolo striato cardiaco. Il cuore pulsa indipendentemente dalla nostra volontà ed è stimolato da un comando elettrico che parte da un punto situato nel cuore stesso, che si chiama nodo del seno. E l'unico muscolo involontario striato.

analizziamo UN MUSCOLO
II muscolo per svolgere la sua funzione deve inserirsi su due distinti segmenti ossei, fra loro uniti da una articolazione. Il muscolo striato di solito ha un aspetto fusiforme; presenta un ventre centrale, che è la parte contrattile, e due apici terminali, detti tendini, non contrattili, che si vanno a fissare sulle ossa. Quando si contrae determina una tensione che si trasmette ai tendini, facendo avvicinare, in tal modo, le ossa sulle quali si inserisce. I tendini sono formati da fibre connettivali riunite in fasci. L'elasticità del tendine è inferiore a quella del muscolo.

come FUNZIONA
Se osservi i disegni qui riportati, che come delle scatole cinesi entrano progressivamente nella struttura più interna del muscolo, noterai che esso è un insieme di fibre muscolari, riunite in fasci. Ognuna di queste fibre è costituita da tante miofibrille, ripartite in sarcomeri, che a loro volta, sono formati da particolari filamenti proteici, la miosina (fasci più grossi) e ladina (fasci più sottili). Una volta che il comando nervoso arriva al muscolo i miofilamenti dell'actina e della miosina scorrono gli uni sugli altri, determinando, così, quell'accorciamento di cui abbiamo tanto parlato. Prova, ad esempio, a contrarre il tuo braccio: di sicuro potrai osservare che il bicipite si gonfia e al tatto diventa molto più duro che non a riposo.

Il MINIMO INDISPENSABILE
II grado di contrazione dipende dal numero di miofibrille reclutate; numero che cresce, naturalmente, con l'aumentare dello sforzo. Sarebbe antieconomico, oltre che... ridicolo, se per ogni contrazione venissero richiamate sempre tutte le fibre. Questo lavoro di modulare lo sforzo in base all'effettiva necessità lo effettua il cervello, che, dopo aver valutato il carico di lavoro, stimola un appropriato numero di unità motorie. Tale compito è sicuramente svolto meglio da chi è allenato e maggiormente coordinato, in grado, cioè, di muoversi con un minore dispendio di energie. Quante volte capita di osservare un principiante affaticarsi in maniera eccessiva proprio perché il suo sistema nervoso, non ancora «esperto», coinvolge ogni volta un numero sproporzionato di fibre. Come può capitare anche quando si è perso l'allenamento a scrivere e con le dita si stringe la penna con troppa forza, come se in questo modo... scaturissero idee migliori.

Il MUSCOLO E LA FORZA
La forza muscolare dipende dalla sezione del muscolo: più questa è estesa maggiore è la forza che si riesce a sprigionare... non a caso per parlare di forza è più adatto mostrare l'immagine di Schwarzenegger che non quella di un mingherlino. Lo spessore di un muscolo dipende dal numero di fibre e da quanto ognuna di esse è sviluppata. L'allenamento non fa aumentare il numero di fibre ma favorisce il loro accrescimento (ipertrofia muscolare,). Cosi come la mancanza di stimoli allenanti fa regredire la massa muscolare (ipotrofia muscolare). Può essere capitato che, togliendosi una ingessatura, si rimanga sorpresi e anche preoccupati nell'osservare i propri muscoli ridotti a poca cosa solo dopo qualche settimana di inattività forzata: è un tipico esempio di ipotrofia muscolare. Il nutrimento del muscolo (ossigeno e altre sostanze nutritive) e l'asportazione delle sostanze di rifiuto (anidride carbonica) vengono assicurati dai capillari sanguigni arteriosi e venosi. Il numero dei capillari è elevatissimo e può aumentare con l'allenamento, soprattutto di durata.

fibre LENTE E FIBRE VELOCI
La risposta della fibra muscolare all'impulso nervoso non sempre è la stessa. Vi sono alcune fibre che rispondono con una esplosività maggiore di altre, che a loro volta sono più adatte a resistere ad uno sforzo leggero ma prolungato nel tempo. Abbiamo, quindi, le fibre bianche o veloci (in inglese, fasi), la cui caratteristica è quella di contrarsi in maniera oltremodo rapida, determinando azioni veloci ed esplosive. Contrapposte a queste ci sono le fibre rosse o lente (in inglese, slow). Queste, maggiormente irrorate di sangue, meglio si adattano a sforzi la cui durata può essere di qualche minuto fino ad arrivare alle due ore della maratona o a impegni ancora più prolungati. Vengono così chiamate perché al microscopio risultano colorate di un rosso più vivo rispetto alle precedenti. Vi sono, poi, fibre intermedie, che si collocano tra le bianche e le rosse, assumendo, quindi caratteristiche sia delle une che delle altre. Anche se in parte possono essere sviluppate dall'allenamento, l'uomo nasce con un patrimonio ben determinato di fibre, ora orientale in un modo. ora nell'altro. Sono dotati di fibre bianche tutti coloro che praticano la velocità, i sollevatori di pesi, i lanciatori in genere, i saltatori: nel mondo animale troviamo i felini, in grado di effettuare balzi repentini o accelerazioni incredibili in pochi attimi. Hanno, invece, un patrimonio di fibre lente i maratoneti e i ciclisti la grande resistenza dei cavalli fa ritenere che abbiano numerose fibre rosse, come anche gli infaticabili cani da slitta.

il MUSCOLO PUÒ ESSERE.
... agonista e antagonista E' agonista il muscolo che, contraendosi, avvicina un segmento osseo all'altro. E antagonista, nella stessa azione, il muscolo che, potendo realizzare il movimento contrario, si allunga assecondando l'azione dell'agonista. La flessione dell'avambraccio sul braccio, ad esempio, è, da una parte, determinata dalla contrazione del bicipite, dall'altra è permessa dall'allungamento del tricipite. Se, invece, bisogna distendere l'avambraccio sul braccio, come in una azione di spinta o di lancio, le parti si invertono: agonista è il tricipite, antagonista il bicipite. Agonisti e antagonisti si trovano, quindi, a cavallo della stessa articolazione, e proprio dalla loro perfetta sincronizzazione e modulazione dipende la fluidità e la precisione del movimento. ... sinergico Sono sinergici i muscoli che collaborano all'azione dell'agonista. ... fissatore II compito di questi muscoli è quello di stabilizzare le articolazioni e i segmenti ossei che non debbono muoversi. Nel tiro con l'arco, ad esempio, è fissatore il tricipite del braccio che rimane disteso. Se cedesse, entreremmo nel mondo delle comiche! Nel tiro con l'arco, il tricipite del braccio teso agisce da fissatore.

Tono MUSCOLARE
E lo stato di contrazione di un muscolo a riposo. Maggiore è il tono, migliore è la situazione di base del sistema muscolare, che sarà più pronto ad entrare in azione. La stazione eretta è garantita proprio dal fatto che i muscoli antigravitazionali (soprattutto del dorso e del collo) mantengono costantemente un loro tono, tono posturale. Se in questo momento provi a palpare con la mano il bicipite e il tricipite del braccio, hai un'idea di massima del tuo tono muscolare e ti renderai conto se è il caso di intensificare o meno l'attività fisica! Chi pratica sport ha, infatti, un migliore tono rispetto al sedentario, caratterizzato dal cosiddetto muscolo poco tonico o, in forma provocatoria, «floscio».

I BENEFICI DELL' ATTIVITÀ MOTORIA
Con l'attività motoria si ha un aumento del volume del muscolo (ipertrofia). Migliora inoltre, la trasmissione degli stimoli nervosi, con conseguente incremento del tono muscolare, della forza, della velocità di contrazione e della coordinazione dei movimenti. Cresce la capillarizzazione ovvero il numero dei capillari con la possibilità di un maggiore rifornimento di ossigeno a beneficio della resistenza. Attraverso un regolare allenamento viene favorito l'accumulo del glicogeno una fondamentale sostanza energetica presente nel fegato e direttamente anche nei muscoli.

non BASTA VOLERE...
Chi è allenato, oltre che essere in grado di utilizzare sempre il giusto numero di fibre, è capace anche quando serve, di reclutarle tutte insieme, per esprimere, quindi, una elevata forza massimale. Non è sufficiente, infatti, (a sola volontà a coinvolgere totalmente il muscolo; anche in questo caso occorre educare il fisico attraverso l'allenamento.

la LEGGE DEL TUTTO O DEL NULLA
Durante la contrazione del muscolo la risposta di ogni miofibrilla segue «la legge del tutto o del nulla», o non si contrae o si contrae totalmente. Non si verifica, quindi, che in caso di sforzo modesto la fibra si contragga solo un po'; la fibra coinvolta si contrae sempre al massimo. Nel caso di impegno non elevato vengono reclutate solo poche fibre.

UNITÀ MOTORIA
L'unità di base della contrazione muscolare è l'unità motoria. Essa è costituita da un certo numero di fibre innervate tutte da un unico filamento nervoso. In ogni muscolo ci sono migliaia di unità motorie e ognuna di esse è composta da un numero variabile di fibre a seconda della funzione del muscolo. Così i muscoli utilizzati per i movimenti più raffinati, quali i muscoli degli occhi o quelli delle mani, hanno poche fibre per unità motoria; mentre quelli che debbono svolgere lavori pesanti e poco precisi come i dorsali per esempio, possono avere centinaia di' fibre per ogni unità motoria.

tipi DI CONTRAZIONE
Una volta partito l'impulso nervoso le fibre muscolari si contraggono. La loro attivazione non sempre però, provoca l'accorciamento del muscolo, in quanto bisogna fare i conti con la resistenza da vincere. Ecco quindi, tre differenti tipi di contrazione. Contrazione concentrica. La tensione muscolare è superiore alla resistenza per cui il muscolo si accorcia, come si verifica nel sollevare un carico con la mano avvicinando questa alla spalla. Contrazione isometrica. La resistenza è tale che il muscolo, per quanto lo sforzo sia massimale, non riesce a vincerla. In questo caso i capi estremi non si avvicinano rimanendo nella stessa posizione. Un esercizio di forza isometrica è, per esempio, quello di... provare a spostare un muro. Se la tensione muscolare è costante si parla di contrazione isotonica, ovvero con lo stesso tono (iso = stesso).

se VUOI APPROFONDIRE...
La composizione del muscolo è la seguente:
-proteine (le più importanti sono l'actina e la miosi-na)
-carboidrati (glicogeno)
-grassi (grassi neutri colesterolo, fosfoiipidi)
-sostanze azotate (creatina, urea)
-sostanze non azotate (acido lattico)
-pigmenti (mioglobina)
-enzimi
-sali inorganici vari oltre l'acqua, che è presente con la percentuale maggiore.

piccoli LABORATORI NEI MUSCOLI
Nei muscoli sono presenti dei corpuscoli, i mitocondri, all'interno dei quali avvengono le trasformazioni dell'energia chimica, dovuta all'alimentazione in energìa meccanica. L'ampiezza e la potenza dei movimenti dipendono dalia lunghezza delle fibre muscolari, dal loro numero ed anche da come sono disposte rispetto ai tendini: in un certo senso dalla loro architettura. Ecco, dunque, le varie conformazioni dei muscoli, che per ora devi considerare come semplice curiosità, ma che con gli studi e la pratica sportiva dei prossimi anni avrai modo di conoscere meglio. Prova con l'aiuto dell'insegnante, a localizzarli sul tuo corpo.


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