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I farmaci per dimagrire sono necessari?

Nei primi tre mesi di quasi tutti i programmi di dieta e attività fisica. Anche i migliori program­mi di dieta e attività fisica cominciano a perdere efficacia dopo tré mesi ed entro sei mesi la perdita di peso si interrompe quasi completamente. Il secon­do problema è accertarsi di per­dere grasso e non muscolo. Molti programmi di dieta e atti­vità fisica scarsi inducono una perdita muscolare quasi pari alla perdita di grasso mentre un buon programma può ridurre la perdita muscolare a quasi zero. Sembra che le diete che conten­gono circa 90-100 g di proteine al giorno per una persona di 70-80 kg minimizzino la perdita di massa magra a circa il 20-30% del peso perso complessiva­mente. Conservare la massa muscolare è fondamentale per la perdita di peso a lungo termi­ne. La perdita di muscolo rallen­ta il metabolismo rendendo molto difficile non aumentare nuovamente di peso. Quindi la questione dell'appropriatezza dei farmaci dima­granti ruota intorno a queste cose. Se un farmaco può prolun­gare la perdita di peso oltre la solita barriera dei sei mesi sarà uno strumento molto utile nella lotta contro l'obesità. Se un far­maco può aiutare a conservare la massa muscolare (massa magra, non massa grassa) durante la dieta allora può fare una differenza enorme nei programmi per la per­dita di peso. Sfortunatamente sono state svolte poche ricerche per valutare l'efficacia dei farmaci dimagran­ti in queste aree chiave. Questo articolo riassume alcuni degli studi che possono condurci a un proto­collo efficace per l'uso dei farmaci dimagranti.

Superare il plateau dei sei mesi
Dopo sei mesi di utilizzo quasi tutti i farmaci dima­granti non producono più perdita di peso. Tutto quel­lo che i farmaci dimagranti hanno mostrato di fare finora è aumentare la quantità di grasso e di massa magra (soprattutto muscolo) persa durante la finestra di 3-6 mesi di perdita di peso concessa dal corpo, però non hanno mostrato di andare oltre questa fine­stra. Il corpo è una macchina molto adattabile e si adatta velocemente sia agli effetti della dieta che agli effetti dei farmaci dimagranti, ciò rende la perdita di peso a lungo termine estremamente difficile. Uno studio però mostra qualche speranza per un nuovo protocollo di somministrazione dei farmaci dimagranti. In questo studio il largamente prescritto farmaco anoressante fentermina è stato somministrato tutti i giorni a un gruppo e somministrato in modo intermittente ogni due mesi a un altro grup­po1. Dopo nove mesi entrambi i gruppi hanno perso più peso del gruppo placebo. Tuttavia, il gruppo intermittente ha in realtà perso leggermente più peso del gruppo quotidiano. Sebbene la differenza in questo studio fosse minima (il gruppo intermittente ha perso 750 g in più rispetto al gruppo giornaliero), credo che altri farmaci sarebbero molto più efficaci della fen­termina con l'uso intermit­tente. Va anche detto che quasi tutta la perdita di peso si è verificata nei primi sei mesi dello studio. A dif­ferenza di altri farmaci dimagranti la fentermina non conserva o aumenta i livelli dell'ormone tiroideo altamente attivo T3. Quando si riducono le calo­rie i livelli di T3 diminuisco­no e ciò rallenta il ritmo metabolico a riposo. È uno dei modi principali in cui il corpo si adatta alla dieta. In uno studio la fentermina è stata valutata testa a testa con il farmaco anoressante approvato dalla FDA mazin-dol in un esame di 12 gior­ni2. Alla fine dell'esame il gruppo del mazindoi ha sperimentato la perdita di peso maggiore. La ragione era probabilmente dovuta al fatto che i soggetti che hanno assunto la fentermina o un placebo hanno sperimentato una riduzione dei livelli di T3 di oltre il 20% mentre i livelli di T3 del gruppo del mazindoi sono calati di solo il 3%. L'efedrina può essere ancora più efficace del mazindoi nel conservare i livelli di T3. In due prove separate l'efedrina ha mostrato anche di aiutare a mantenere o addirittura aumentare i livelli di T3 nonostante l'assunzione calorica ridotta3'4. In una di queste prove i livelli di T3 sono aumentati dopo un mese di uso giornaliero ma dopo tré mesi i livelli di T3 sono scesi sotto i valori iniziali4. Questo indiche­rebbe che il migliore modello d'uso intermittente per l'efedrina può non essere il protocollo un mese sì un mese no usato nello studio sulla fentermina. Dato che dopo un mese di uso dell'efedrina i livelli di T3 aumentano è probabilmente sensato usare l'efedrina per periodi di tempo più lunghi di un mese, forse 6-8 settimane. L'uso oltre i due mesi ha prodotto una riduzione dei livelli di T3, quindi a questo punto l'uso di efedrina andrebbe interrotto per circa un mese.Anche se andrebbero eseguite più prove cliniche, usare il modello di uso dell'efedrina due mesi sì un mese no può essere il protocollo farmacologico dimagrante ottimale. Per quanto riguarda la perdita di peso a lungo termine, gli effetti dell'efedrina di aumento del T3 la rendono la scelta più promettente fra tutti i tarmaci commercialmente disponibili. I dati di ricerca sulla fentermina hanno anche mostrato che l'uso intermittente di questa categoria di farma-ci dimagranti può essere superiore all'uso continuo. Usare l'efedrina in modo intermittente può diventa­re il modo migliore per posticipare il frustrante effet­to di plateau dopo sei mesi osservato nella maggior parte dei programmi alimentari.

Conservare la massa magra
Per quanto riguarda gli effetti di salvaguardia del muscolo, è difficile confrontare i farmaci dimagranti perché la maggior parte degli studi riportano solo la perdita di peso e non distinguono fra la perdita di gras­so e quella di muscolo. Comunque, la ricerca indica che l'efedrina può essere molto effi­cace per salvaguardare il musco­lo durante il dimagrimento. Uno studio sulle donne obese ha mostrato degli effetti imponenti sulla conservazione della massa muscolare5. In questo studio i soggetti hanno seguito una dieta ipocalorica (1.000 calorie al gior­no) e hanno assunto o 20 mg di efedrina con 200 mg di caffeina o un placebo. Alla fine delle otto settimane la perdita di peso è stata di soli 1,7 kg maggiore nel gruppo dell'efedrina. Tuttavia, la perdita di grasso è stata di quasi 4,5 kg maggiore! Questo perché quasi il 90% del peso perso dal gruppo dell'efedrina era grasso mentre nel gruppo placebo solo il 53% della perdita di peso era costituito da grasso. Si tratta evi­dentemente di una differenza enorme che dimostra il valore potenziale dei farmaci dimagran­ti nella conservazione della massa magra per un program­ma di dimagrimento a lungo ter­mine. Ricordatevi che questo studio era sulle donne obese e usava solo un campione piccolo (14 persone). Un altro studio che ha osservato le donne e gli uomini obesi ha mostrato che l'efedrina ha un forte effetto di migliora­mento della ritenzione dell'azoto3. È necessario svol­gere altre ricerche sugli effetti dell'efedrina di salva­guardia del muscolo, specialmente sui soggetti non obesi e sugli uomini. Comunque, finora la ricerca è sbalorditiva e sembra che l'efedrina o l'efedrina/caffei­na sia uno strumento molto promettente per la perdita di peso a lungo termine e la salvaguardia muscolare. Andrebbe anche detto che questi studi erano a breve termine, quindi non è ancora chiaro se l'efedrina ha degli effetti di salvaguardia muscolare con l'uso supe­riore ai due mesi. Questa è un'altra ragione per usare l'efedrina con un modello due mesi sì un mese no. Ricordatevi che questi studi sono sull'efedrina e non sull'erba ma huang. Solitamente i prodotti di ma huang riportano sul flacone la scritta "standardizzato all'8% di alcaloidi dell'efedra" che in realtà non signifi­ca granché. Questi alcaloidi dell'efedra non compren­dono solo efedra ma anche pseudoefedrina, norefe-drina, norpseudoefedrina e altre sostanze efedrina-simili, tutte con proprietà ed effetti diversi sul corpo. Ogni lotto di ma huang ha una schiera diversa di alca­loidi e perciò un effetto imprevedibile. In qualità di medico, preferisco che le persone obese usino l'efe­drina pura in quanto i suoi effetti sono ben noti e ben studiati rispetto all'approccio non controllato "a casac­cio" dell'uso della ma huang. Recentemente alcune ditte di integratori hanno cominciato a promuovere le formule dietetiche conte­nenti norefedrina (fenilpropanolami-na) invece dell'efedrina (negli U.S.A., N.d.D. ). La norefedrina è meno stimo­lante dell'efedrina e ciò è un grosso vantaggio dato che in molti si lamen­tano della sovrastimolazione data dal­l'efedrina. Sfortunatamente sono state eseguite poche ricerche per con­frontare gli effetti di salvaguardia muscolare e di stimolazione del T3 della norefedrina. Se la norefedrina è efficace quanto l'efedrina, può essere una scelta migliore dell'efedrina. Altrimenti la gente dovrà scegliere fra la minore stimolazione e la maggiore efficacia.

Proteine: il "farmaco" anoressante definitivo? La ricerca sull'efedrina ha mostrato che può essere il farmaco dimagrante superiore. Tuttavia, credo che prima di somministrare i farmaci andrebbero fatti dei cambiamenti nell'alimentazio­ne e nello stile di vita. Studi recenti hanno suggerito che semplicemente | aumentare la proporzione di calorie ^ dalle proteine nella dieta può essere | molto efficace per avviare il program-S ma di riduzione del peso. Infatti, le a proteine possono avere degli effetti "- "tipo-farmaci" sull'appetito che le ren­dono un agente anoressante simile all'efedrina e alla fentermina. Le diete ricche di proteine sono adesso di moda. Molte persone hanno riportato risultati incredi­bili riducendo i carboidrati e aumentando l'assunzione proteica. Le diete ricche di proteine e povere di carboi­drati come la Dieta Zona e la Dieta Atkins stanno pren­dendo piede velocemente. Eppure dall'industria pre­dominante per la riduzione del peso le diete ricche di proteine sono ancora considerate pericolose e radica­li. Spesso qualsiasi scostamento dalla dieta povera di grassi e ricca di carboidrati della "piramide alimentarè" è considerata un'eresia da professori e dietologi. Comunque, forse un nuovo studio aprirà la mente delle persone sul ruolo delle proteine in un protocollo efficace per la riduzione del grasso. Recentemente è stato pubblicato uno studio inno­vativo suWInternational Journal of Obesità che indica che le proteine possono essere uno degli agenti ano-ressanti più efficaci a disposizione, paragonabile alla maggior parte dei tarmaci per il dimagrimento. In uno studio strettamente controllato una squadra di ricerca­tori danesi guidata da A. R. Skov ha studiato gli effetti di una dieta ricca di proteine in confronto a una dieta ricca di carboidrati. A 25 persone è stato detto di segui­re una dieta composta per il 25% delle calorie da pro­teine, per il 45% da carboidrati e per il 30% da grassi. Ad altre 25 persone è stato detto di seguire una dieta composta per il 12% delle calorie da proteine, per il 58% da carboidrati e per il 30% da grassi. I soggetti potevano mangiare quan­to volevano, a patto che i macronutrienti fossero in queste proporzioni. Questo studio è durato sei mesi e i soggetti erano uomini e donne obesi di 18-55 anni. Questo studio è stato ben controllato. Le diete dei soggetti sono state controllate attenta­mente in quanto tutti gli alimenti erano acquistati in un negozio dell'univer­sità. Le scelte degli ali­menti fatte dai soggetti erano registrate da un dietologo. I ricercatori'a hanno anche registrato il S. cibo non consumato. Per® controllare ulteriormente l'aderenza alla dieta ogni mese è stata misurata l'espulsione di azoto attraver­so l'urina per calcolare quante proteine stavano assumendo i soggetti. Usando tutti questi dati i ricercatori hanno sti­mato che i profili di macronutrienti effettivamente consumati dai soggetti del test di entrambi i gruppi si avvicina­vano molto alle percentuali prestabilite 25/45/30 e 12/58/30. Sono rimasto anche impressionato dal fatto che i ricercatori hanno usato l'altamente pre­ciso strumento di densitometria a dop­pia energia a raggi X (DEXA) per misu­rare la composizione corporea. Alla fine dello studio la dieta ricca di proteine si è dimostrata molto più efficace. Alla fine dei sei mesi la per­dita di grasso era di 7,5 kg per il grup­po con molte proteine e di soli 4,5 kg per il gruppo con molti carboidrati. I ricercatori hanno attribuito questa maggiore perdita di grasso alla minore assunzione calorica e alla maggiore termogenesi indotta dalle proteine. Studi precedenti hanno mostrato che le proteine saziano più dei grassi e dei carboidrati e hanno anche un maggiore effetto termogeno.
Le diete ricche di proteine posso­no anche riuscire a conservare la massa magra. Sia nel gruppo con molti carboidrati che in quello con molte proteine la percentuale di grasso del peso perso era simile, circa l'87%. Sfortunatamente, è diffi­cile misurare quanto del rimanente 13% della perdita di peso è acqua e quanto è muscolo. I ricercatori stan­no ancora analizzando i dati DEXA e nei prossimi mesi potrebbero essere disponibili altri risultati di questo stu­dio. Comunque, è probabile che il gruppo con molte proteine abbia perso meno muscolo. Le proteine sono un noto diuretico quindi è pro­babile che gran parte della perdita di peso sia acqua. La dieta ricca di pro­teine prevedeva meno carboidrati quindi le riserve di glicogeno dove­vano essere inferiori e ciò significa maggiore perdita di acqua. I carboi­drati, invece, sono nati per incre­mentare i depositi di glicogeno e di acqua, quindi è probabile che nel gruppo dei molti carboidrati la per­centuale di acqua persa fosse infe­riore. Aspetto con curiosità ulteriori risultati da questi ricercatori danesi ma penso che sia molto probabile che la maggiore assunzione proteica abbia permesso una maggiore ritenzione di azoto e una minore perdita di massa muscolare.

Conclusione
Mangiare meno e fare attività fisica può portare solo fino a un certo punto nella strada verso gli obiettivi
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