Allenamento per il natural body building, schede per massa muscolare, schede per definizione muscolare, esercizi da palestra con descrizione.

PERCORSO: PETTORALI ALLENAMENTO
Argomenti inerenti: Esercizi, Schede,

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Il ritmo di esecuzione, i recuperi per la progressività e la continuità dell'allenamento produttivo per esperti e principianti
Il ritmo di esecuzione degli esercizi di body building è generalmente lento e controllato. Non si devono cioè creare momenti di inerzia che possono togliere carico al muscolo durante la contrazione. Il movimento lento consente inoltre, specialmente controllando la fase eccentrica, di mantenere bloccata più a lungo la circolazione sanguigna, consentendo così una migliore messa in moto di tutti quei meccanismi che porteranno alla ipertrofia muscolare. Respirazione: la respirazione va ritmata sulle ripetizioni. La prima regola è quella di tenere troppo a lungo l'apnea, anche durante lo sforzo pi continua...
Nella pianificazione di un allenamento la scelta degli esercizi è senz'altro la prima cosa da fare.
I parametri che concorrono a programmare un allenamento di body building, finalizzato principalmente all'aumento di massa muscolare sono talmente numerosi che, nel parlarne, si rischierebbe facilmente di creare confusione o, perlomeno, di creare dei dubbi per quanto riguarda la cosa più importante: la loro applicazione in campo pratico. Cercheremo di essere, pertanto, il più possibile schematici, in modo da consentire, a chi legge, di « manipolare » abbastanza agevolmente serie, ripetizioni, ecc., nell'affrontare il compito, certo non facile, di programmare un qualsiasi allenamento. Esercizi: la scelta continua...
La sincronizzazione delle unità motorie è uno degli elementi basilari della così detta forza «veloce».
La regolazione della forza può avvenire, oltre che sulla base del numero delle unità motorie attivate (reclutamento), anche in rapporto al grado di attivazione contemporanea (sincronizzazione) delle unità chiamate in causa. L'analogia con il tiro alla fune è utile per comprendere questo concetto. Per vincere in questo tipo di competizione è importante, oltre che la forza dei singoli componenti la squadra, anche il loro reciproco affiatamento: infatti se essi oltre ad agire tutti insieme riescono a tirare tutti nello stesso istante (sincronizzazione) riescono ad esprimere un picco di forza elevato che è continua...
La regolazione della forza di contrazione del muscolo
La regolazione della forza di contrazione del muscolo è possibile, da parte del sistema nervoso, attraverso l'attivazione di un maggiore o minor numero di unità motorie. La minima contrazione possibile di un muscolo comporta, teoricamente, l'attivazione di una sola unità motoria, mentre la massima contrazione realizzabile comporta l'attivazione di tutte le unità motorie disponibili nel muscolo. A gradi intermedi di contrazione muscolare corrispondono percentuali variabili di unità motorie « reclutate » per l'attivazione; nelle contrazioni prolungate, inoltre, è possibile un avvicendamento dell continua...
L'ATP: protagonista energetico del muscolo, la resintesi alattacida lattacida e aerobica dell'ATP.
All'interno del muscolo l'unica sostanza che sia in grado di fornire energia per i meccanismi contrattili è l'ATP (adenosina trifosfato). Si tratta di una sostanza particolare, sintetizzata all'interno del muscolo, che appartiene alla classe dei nucleotìdi e ha una struttura peculiare: la sua molecola è costituita da un nucleo principale, l'adenosina, al quale sono legate 3 molecole di acido fosforico.
In particolare l'ultima molecola di fosfato (P) può staccarsi con facilità e liberare una grande quantità di energia (circa 7,3 Kcal/mole di ATP) che può venire utilizzata in tutte le cellule pe continua...
Struttura e funzioni delle fibre muscolari.
Ogni singola fibra muscolare può essere rappresentata come un sacchetto racchiuso da una membrana (detta sarcolemma) all'interno del quale sono contenute le miofibrille, cioè dei bastoncini disposti longitudinalmente lungo l'asse maggiore della fibra, i quali rappresentano la struttura contrattile della fibra muscolare. Fra le miofibrille si trovano altri piccolissimi sacchetti, come i mìtocondri, che servono da centraline energetiche della fibra muscolare, e le cisterne del reticolo sarcoplasmatico ripiene di calcio (Ca) necessario, come vedremo, per la contrazione. Tutte queste strutture sono im continua...
La fibra nervosa dopo aver percorso il nervo entra nel ventre muscolare e si appoggia sulla fibra muscolare.
La fibra muscolare può essere paragonata, per analogia, ad un motore a scoppio. I filamenti (spessi e sottili) sono assimilabili alla struttura metallica del motore (pistoni e cilindri) per la loro funzione; l'ATP è paragonabile, per il suo ruolo, alla benzina; il calcio per la sua azione permissiva sulla contrazione è assimilabile alla scintilla che da inizio alla combustione.
Proseguendo nell'analogia si può dire che la fibra nervosa che giunge sulla superficie della fibra muscolare è un po' come l'impianto elettrico dei muscolo. Attraverso essa arrivano gli impulsi che fanno sì che i tempi, le continua...
Le fibre muscolari delle unità motorie
Ogni fibra muscolare possiede una terminazione nervosa che la controlla; ogni terminazione nervosa proviene da un neurone, cioè da una cellula nervosa; da queste premesse si potrebbe trarre la conclusione che per ogni fibra muscolare esiste un neurone. Non è così. Più terminazioni nervose possono provenire da uno stesso neurone e perciò un singolo neurone situato a livello del midollo spinale può innervare più fibre muscolari. In effetti nei grandi muscoli posturali (cosiddetti antigravitari) che eseguono un lavoro di forza e di stabilizzazione e che non sono responsabili di movimenti molto precisi ( continua...
Oltre alla contrattilità i muscoli possiedono una certa elasticità
Quasi tutti sanno che i muscoli flessori del braccio (principalmente il bicipite brachiale) esercitano la massima forza quando il gomito si trova flesso ad angolo di circa 100 gradi. Ciò è dovuto anche alle caratteristiche della leva scheletrica che fanno sì che in questa posizione il momento meccanico (cioè il prodotto della forza esercitata dal muscolo per il « braccio » della forza stessa) dell'articolazione sia il più favorevole.
Tuttavia, in tale posizione il muscolo si trova alla sua lunghezza ottimale per sviluppare la tensione. Esiste infatti una relazione tra la lunghezza iniziale del mu continua...
Ipertrofia muscolare e iperplasia muscolare: i meccanismi che ne regolano lo sviluppo.
Verso la fine del XIX secolo un grande biologo, Morpurgo, aveva osservato, attraverso la dissezione anatomica e l'osservazione microscopica, che i muscoli sottoposti ad un lavoro persistente ed intenso vanno incontro ad un aumento di volume. Tale aumento di volume era ampiamente giustificato, secondo Morpurgo, dall'aumento di volume delle singole fibre muscolari (ipertrofia); egli, nella sostanza, escludeva che l'aumento del volume muscolare potesse essere attribuibile all'aumento del numero delle fibre muscolari, per divisione delle fibre o per replicazione cellulare (iperplasia). Questa convinzione di fon continua...
I rematori col bilanciere aumentano la massa e la densità di tutte le sezioni dei dorsali: massa ed ampiezza dei gran dorsali, muscolosità della parte alta, spessore degli erettori.
I rematori col bilanciere sono l'unica alternativa possibile ai mezzi stacchi per ottenere spessore e massa in pochissimo tempo. Obiettivo I rematori col bilanciere aumentano la massa e la densità di tutte le sezioni dei dorsali: massa ed ampiezza dei gran dorsali, muscolosità della parte alta, spessore degli erettori.
Tecnica dei rematori col bilanciere
• Piegate il busto in avanti affinchè sia obliquo rispetto al pavimento . Tenendo la testa alta e la schiena appiattita e dritta, impugnate il bilanciere con una presa in pronazione.
• Usando solamente la forza dei musc continua...
Tecnica di esecuzione rematori singoli col manubrio
I rematori singoli col manubrio permettono un'ampiezza di movimento maggiore rispetto al bilanciere. Questo esercizio isola il gran dorsale da entrambi i lati, permettendo di raggiungere una contrazione più completa.
Tecnica di esecuzione rematori singoli col manubrio
• Impugnate un manubrio con una mano ed appoggiate l'altra su una panca. L'esercizio inizia con il manubrio abbassato e il braccio completamente disteso.
• Girate il palmo della mano verso il corpo.
• Sollevate il manubrio muovendo solamente il braccio che lo impugna ed aprite i dorsali lasciando immobile i continua...
Tecnica di esecuzione per i rematori unilaterali con la sbarra a T
I rematori singoli con sbarra a T rappresentano un'incredibile alternativa ai classici rematori con la sbarra a T. È un lavoro da schiavi, per niente adatto ai principianti. Obiettivo I rematori unilaterali con la sbarra a T (un braccio per volta) attiva con precisione la sezione esterna e superiore della schiena, evitando che il braccio più forte svolga parte del lavoro che spetta a quello più debole.
Tecnica di esecuzione per i rematori unilaterali con la sbarra a T Indossate le fasce per i polsi.
Sistemate la sbarra tra le gambe, ma fate tenere al vostro compagno d'allenamento un p continua...
I rematori con sbarra a T sono ideali per l'ampiezza e la massa della schiena stimolano in modo particolare la parte centrale e superiore di trapezio e gran dorsale.
Alternando i rematori con sbarra a T ai rematori col manubrio si potrà costruire una schiena massiccia . Obiettivo I rematori con sbarra a T sono ideali per l'ampiezza e la massa della schiena; stimolano in modo particolare la parte centrale e superiore di trapezio e gran dorsale.
Tecnica rematori con sbarra a T
• Con il busto inclinato, distendete le braccia ed impugnate la sbarra a T.
• Mantenendo la schiena piatta e dritta, portate il carico all'altezza dei pettorali.
• A quel punto, fate una pausa ed eseguite una contrazione di picco dei muscoli della parte superi continua...
Allenare il grande pettorale ed il piccolo pettorale, allenare i pettorali interni, allenare i pettorali esterni con croci, bench press a presa stretta, panca piana, cross-over e croci alla pec-deck.
I pettorali sono formati da due muscoli: il grande pettorale ed il piccolo pettorale, detti anche maggiore e minore. Il primo si estende su tutta la faccia ventrale del torace dalla clavicola alla fascia addominale e dallo sterno alla parte esterna del tronco. Il secondo, di dimensioni ben più ridotte, si trova nella parte superiore esterna del petto sotto il grande pettorale. Entrambi i muscoli condividono gli stessi tendini delle articolazioni delle spalle e svolgono essenzialmente le stesse funzioni. La funzione principale dei pettorali è il movimento di chiusura delle braccia, come pe continua...
Press coi manubri su piana, Press coi manubri su inclinata, Press alla macchina da seduti
PRESS COI MANUBRI SU PIANA
Pettorali centrali e bassi
• I manubri possono essere portati più in basso ai lati del torace, permettendo un allungamento maggiore rispetto al bilanciere.
• II vantaggio della maggiore libertà di movimento consentita dai manubri è che costringe i pettorali e gli altri muscoli a svolgere la funzione di stabilizzatori; lo svantaggio è che l'energia impiegata per mantenere manubri pesanti nella corretta traiettoria sottrae forza alla distensione. I
• Sollevare carichi pesanti può essere difficile e pericoloso, perciò evitate di scen continua...
Rimedi per la cellultite: dieta, movimento fisico, massaggio, creme anticellulite, body building
Quale donna, prima o poi, nel corso della sua vita, non è afflitta dalla cellulite? Si calcola che, nel mondo occidentale, circa il 90 per cento della popolazione femminile soffra, in forma più o meno vistosa, di questo inestetismo: il termine non è esatto, poiché la cellulite è una vera e propria malattia del tessuto connettivo adiposo, definita tecnicamente in vari modi (dermoipodermosi cellulitica, liposclerosi e così via). Ma al di là delle definizioni scientifiche, la cellulite è un problema di non facile soluzione, perché non ha una causa unica e precisa. Ne è noto peraltro il processo di for continua...
L'abbigliamento sportivo degli atleti
Si sa che lo sport, come attività peculiare del tempo libero, ha sempre richiesto un abbigliamento diverso da quello di tutti i giorni, meno rispettoso dell'etichetta ma senza dubbio più funzionale, di minore impiccio per consentire una maggiore libertà di movimenti. Maglietta, pantaloni al ginocchio, calzettoni e scarpette: ecco come l'iconografia ci ha tramandato l'immagine degli sportivi d'inizio secolo; questo era l'abbigliamento tipico dell'atleta, qualsiasi fosse la disciplina in cui si cimentasse, fatte le debite, ma alquanto rare, eccezioni. Ma si sa bene che tutto ciò che fa parte della società continua...
A seconda dello sport praticato, la preparazione atletica deve mirare a sviluppare la rapidità nello scatto.
L'accelerazione è una grandezza fisica che descrive ogni tipo di movimento che non avvenga a velocità e direzione costanti. Più precisamente: è la variazione, sia in aumento sia in diminuzione, che la velocità (o la direzione) di un corpo subisce in uno spazio di tempo determinato. Questa variazione di velocità è sempre provocata dall'applicazione di una forza, che può essere fornita dalla massa muscolare umana oppure da una fonte naturale o meccanica. Si comprende quindi come l'accelerazione sia una componente fondamentale di ogni attività sportiva. In particolare è in alcune specialità atletiche continua...
L'attività aerobica ha come punti di forza l'esercizio fisico finalizzato all'assorbimento di una maggiore quantità di ossigeno, un'alimentazione ben equilibrata e il riposo dosato nel modo migliore.
Intorno al 1970, negli Stati Uniti, Kenneth H. Cooper, un medico della NASA, elaborò un programma per aumentare l'efficienza fisica degli astronauti. Dalle sue ricerche nacquero gli esercizi detti aerobici, perché consentivano un migliore sfruttamento dell'ossigeno immesso nel corpo (aerobico significa proprio "che utilizza ossigeno"). In breve il dottor Cooper decise di abbandonare la ricerca spaziale per dedicarsi completamente, sulla base dei successi conseguiti, al perfezionamento del suo programma. Fondò così il Centro di aerobica di Dallas, nel Texas, per rivolgersi a un pubblico più vasto. La su continua...
L'agilità può essere considerata una qualità essenziale per la pratica di ogni attività fisica sportiva.
L'agilità può essere considerata una qualità essenziale per la pratica di ogni attività fisica sportiva. Essa attiene sia alla sfera fisica che a quella psichica dell'individuo, e viene comunemente definita come destrezza. Per attribuire un diverso valore ai due termini si può tuttavia accettare l'opinione diffusa secondo cui agilità si riferisce al momento puramente fisico, corporale, della persona, e destrezza, invece, alla sua bravura nel maneggio di un attrezzo (per esempio, il fioretto nella scherma). La destrezza implicherebbe, dunque, sempre l'agilità perché il movimento dell'attrezzo non può continua...
Ogni fase dell'allenamento si deve caratterizzare per un lieve sovraccarico dello sforzo rispetto a quello della fase precedente.
Per chiarire il concetto di allenamento in termini generali, è forse opportune far riferimento a un'esperienza che occasionalmente tutti hanno fatto: il lavoro manuale. Un lavoro di questo tipo, normalmente, richiede l'impiego del 50 per cento circa della capacità di sforzo di un individuo ed è questo il motivo per cui potrebbe essere svolto per un tempo piuttosto lungo, anche un'intera giornata. Un aumento del ritmo di lavoro, per esempio del 10 per cento, lo rende più faticoso, ma ancora sostenibile per un'intera giornata. Al 70 per cento della capacità di sforzo la fatica è troppo pesante per poters continua...
Fisiologia dell'allenamento
Fattore muscolare.
L'allenamento produce un aumento della massa muscolare, cioè un ingrossamento delle fibre dei tessuti. Ciò consente l'accumulo di maggiori riserve di glicogeno, la sostanza dalla cui combustione l'organismo ricava energia, e quindi l'aumento della resistenza muscolare, che è la possibilità di effettuare un elevato numero di contrazioni senza avvertire stanchezza, e della forza muscolare, cioè dell'energia sviluppata da ogni singola contrazione.

Fattore cardiocircolatorio.
Cuore e sangue sono interessati dall'allenamento a causa della necessit continua...
Allenatore è colui che, nella pratica dello sport e dei giochi sportivi, ha la responsabilità dell'allenamento dei singoli atleti o di una squadra
Allenatore è colui che, nella pratica dello sport e dei giochi sportivi, ha la responsabilità dell'allenamento dei singoli atleti o di una squadra, sia dal punto di vista fisico in generale, sia dal punto di vista tecnico specifico. La figura dell'allenatore si distingue da quella delFistruttore non solo perché il suo intervento è necessario ad un certo livello della pratica sportiva, quando siano date per acquisite nel singolo atleta o nella squadra una serie di competenze e abilità tecniche, ma anche perché dal suo intervento può dipendere in larga misura il successo di chi gli è stato af continua...
Molte volte l'atleta non riesce a mantenere la corretta posizione di partenza semplicemente perché non ha i muscoli relativi forti a sufficienza.
Nell'allenamento della forza, ogni esercizio di base eseguito con un bilanciere consiste di tre fasi: iniziale, intermedia e finale. Spesso mi viene chiesto quale delle tre sia la più importante. Tutte e tre sono rilevanti per il successo di un'alzata nel sollevamento pesi, ma quella che ha la massima influenza è la fase iniziale. È come il primo passo in un salto, il primo movimento in un lancio o la prima mossa di un colpo a sventola per un battitore nel baseball. L'inizio ha sempre un effetto diretto sul seguito. Con un inizio potente e corretto si può portare il bilanciere oltre il punto intermedio continua...
Nel sonno profondo il corpo è completamente rilassato, vengono liberati gli ormoni della crescita e il corpo provvede a sostituire le cellule morte .
Tutti abbiamo bisogno di dormire, sia che siamo sotto stress oppure no. Senza sonno si incomincia ad avere allucinazioni e dopo dieci giorni trascorsi senza mai dormire è probabile che sopravvenga la morte. Sappiamo che un neonato trascorre in media circa due terzi della giornata dormendo; che all'età di quattro o cinque anni la quantità di sonno è scesa almeno della metà e che l'adulto in media dorme sette ore su ventiquattro. Alcuni medici ritengono che gli adulti che dormono regolarmente per più di sette ore si danneggiano perché i processi nel loro organismo diventano troppo lenti. Però qualunque continua...
Mantenere il corpo in buona efficienza senza logorarlo.
Come sentirsi meglio senza essere maniaci della buona forma. A differenza di una macchina il corpo umano si logora più rapidamente restando in ozio che impegnandosi in un lavoro. Però la conservazione di un adeguato stato di forma non ha bisogno di un tipo di regime masochista che trasformi l'esercizio fisico in un lavoro forzato. La differenza fra mantenere il corpo in buona efficienza e lasciare per così dire che si arrugginisca o si indebolisca è solo una questione di metodo: bastano quaranta minuti alla settimana, per far si che il corpo non si arruginisca ma soprattutto che non sia logorato d continua...
Esercizi fisici: che importanza hanno? I muscoli diventano più esili senza allenamento a causa della perdita di massa muscolare
Possiamo perdere la robustezza e l'agilità di cui siamo dotati, quando i muscoli si indeboliscono per il fatto di non essere usati. È più comodo non fare esercizi fisici. È più facile prendere un ascensore che usare le scale. È più facile andare in macchina che a piedi e lasciare una moneta sul marciapiede che piegarsi per raccoglierla. Così è più facile prendere l'autobus successivo piuttosto che correre per prendere quello che sta partendo. Però, scegliendo la via più facile, forse si sacrifica la propria salute, appunto perché il corpo si deteriora quando non viene adoperato. I fisioterapist continua...
Sudare eccessivamente può impoverire i muscoli di quella massa di sangue della quale hanno bisogno per funzionare bene.
C'è ancora gente che crede che l'esercizio fisico, come una medicina, faccia bene solo quando è sgradevole. È un punto di vista del tutto arretrato, sbagliato, anzi rischioso. I malintesi sul modo di mantenersi in buona forma vengono perpetuati perché il concetto di forza fisica perfetta è stato dominato per anni dai masochisti puritani, quel tipo di individui che sono capaci di godersi una doccia gelata, svolgere i loro allenamenti al limite della resistenza umana e pensare che tutti gli altri dovrebbero fare altrettanto. Solo quando alcuni si sono decisi a indagare sul poco che è sufficiente per man continua...
L'esercizio fisico è passato dal poco al troppo: furono gli Stati Uniti il primo paese che veramente afferrò il concetto del 'bel corpo'.
Un modo rivoluzionario di interpretare la buona forma. L'esercizio fisico è passato dal poco al troppo. Ora si può stabilire un giusto equilibrio. Centocinquant'anni fa l'essere in buona forma per il solo interesse di esserlo non era un concetto in voga. Certi scrittori del XIX secolo esaltavano l'alpinismo e il camminare in quanto erano passatempi piacevoli che mettevano l'uomo a contatto della natura e non già perché potessero prevenire i mali del corpo; l'esercizio fisico manteneva inoltre, in buona parte, un carattere militare. Alle donne era consentito giocare al tennis (un gioco molto continua...
Qual è l'effettivo grado di forma di ciascuno?
La risposta potrebbe essere rivelatrice perché tutti tendiamo a considerarci più in forma di quanto non siamo realmente. Ogni atleta o aspirante tale deve allenarsi per molte ore per raggiungere quel limite di capacità di esecuzione che gli permette di poter partecipare a delle gare. Taluni si spingono a livelli che sono ben al di là dei limiti di una normale condizione di buona forma fisica; ma questo non è affatto necessario per la maggior parte delle persone, dato che la buona forma e la preparazione agonistica sono fenomeni ben distinti. Lo scopo di essere in forma è piuttosto quello di poter continua...
La ginnastica studiata per aumentare la forza muscolare è basata sul principio del sovraccarico inoltre avere più muscoli comporta avere molti benefici sia a livello estetico che salutare.
Oltre a migliorare la potenza dell'individuo una buona muscolatura favorisce direttamente sia il cuore che l'aspetto fisico. Molti sono coloro che, invecchiando, rinunciano a continuare ogni attività fisica e quindi i loro muscoli si indeboliscono: più si sentono deboli, meno le persone allenano i loro muscoli; meno allenano i loro muscoli e più diventano deboli e così si chiude il cerchio della debilitazione. Alcuni vantaggi evidenti del mantenere i muscoli in forma si ottengono riuscendo a trasportare pacchi pesanti o il proprio bagaglio per una buona distanza senza troppa fatica; oppure sentendos continua...
La misura del polso durante un esercizio fisico è un insostituibile indicatore di sicurezza.
Il polso: la guida per raggiungere la buona forma. Poiché il polso indica esattamente con quanta energia sta lavorando il cuore, esso è il miglior metro per valutare il miglioramento della forma in un allenamento programmato. La misura del polso durante un esercizio fisico è un insostituibile indicatore di sicurezza. La frequenza delle pulsazioni non solo indica se il corpo sta lavorando in modo sufficientemente energico per migliorare la propria condizione di forma, ma avverte anche se si sta esagerando. Ogni battito corrisponde a un'onda di sangue spinta nelle arterie ogni continua...
Tono muscolare, contrazioni muscolari, analisi e classificazione dei muscoli per sviluappare muscoli e forza.
II peso corporeo è dato per il 50-60% dai muscoli. Questi, sotto il controllo del sistema nervoso centrale, trasformano l'energia chimica in energia meccanica. Ecco, dunque, che il muscolo costituisce il motore che permette all'uomo di espletare la sua vita di relazione, foss'anche solo limitata alla parola o alla scrittura: per comunicare deve in ogni caso azionare i muscoli facciali o quelli delle dita. Attraverso l'unica azione che sa fare, ovvero accorciarsi o resistere ad un allungamento, il muscolo riesce a muovere sui più svariati piani spaziali i segmenti corporei e, quindi, a far funzionare al m continua...
Allenamento con carichi di lavoro che permettono di raggiungere la supercompensazione.
La supercompensazione è il principio per cui il corpo umano, se provocato intelligentemente, sa reagire migliorando le proprie prestazioni. Pensa per un attimo a cosa si verifica alla tua mano quando inizi a giocare a tennis. Dopo alcuni tentativi ti accorgi che la pelle si è irritata fino quasi a formare delle vesciche, che ti impedirebbero, addirittura, di impugnare la racchetta. Cosa devi fare allora? Molto semplicemente fai riposare la mano; dopo qualche giorno vedrai formarsi, là dove stava comparendo l'infiammazione un callo che ti consentirà di tenere la racchetta ben salda senza più pro continua...
Il superallenamento ha un sintomo diverso dalla sensazione di fatica che si ha dopo un allenamento produttivo, ed è molto comune in atleti improvvisati.
Uno stimolo, perché sia allenante, deve raggiungere la soglia limite, ovvero quel livello minimo di intensità al di sotto del quale risulta assolutamente inefficace. Se devi, ad esempio preparare una corsa scolastica le passeggiate non ti servono. E così anche nello studio: un problema troppo facile è poco allenante!

IL SUPERALLENAMENTO E...
il troppo in genere rovina tutto e nello sport non fa eccezione. Allenarsi, anche con molto impegno non significa assolutamente esagerare. Capita, invece, che qualche volta i carichi siano eccessivi e proposti per troppo tempo continua...
L'allenamento è composto da tre tipologie di esercizi: esercizi generali, esercizi speciali, esercizi specifici.
L'allenamento nella sua realizzazione pratica non è altro che un insieme di esercizi, scelti e organizzati a seconda dello scopo che si vuole raggiungere. L'esercizio è, dunque, lo strumento base per l'allenatore, lo stimolo con cui riesce a provocare il fisico dell'atleta. Possono essere suddivisi in tré categorie: esercizi generali, speciali e specifici (o di gara).

Gli esercizi generali sono quelli che in un certo senso prescindono dallo sport praticato, come può essere la corsa per il canoista e per il nuotatore, oppure il nuoto per il maratoneta, per il tennista o lo sciatore. So continua...
I muscoli e il sistema nervoso: la coordinazione migliora con l'attività motoria.
I muscoli hanno la possibilità di avvicinare o allontanare fra loro i segmenti ossei, permettendo in tal modo il movimento. Si tratta, a questo punto, di vedere come faccia l'uomo a compiere le azioni assecondando la propria volontà, ovvero in maniera coordinata.
Cosa è, dunque, la coordinazione? E la capacità di fare corrispondere il piano motorio che si ha in mente con ciò che, poi, in effetti viene realizzato. Pensa a un bambino di quattro anni che è convinto di sapere palleggiare come sta facendo il suo papa. Prende la palla e prova, ma il risultato, ahimè!, non è quello che pensav continua...
Il sistema aerobico permette l'ossidazione dei grassi liberando l'energia necessaria per svolgere attività fisica a ritmo blando.
Lo sport e la vita, in generale, non sono però, condotte solo attraverso azioni «spinte»... per fortuna! Il ritmo può e deve essere anche più blando, soprattutto se è necessario svolgere attività che durino a lungo nel tempo.
Ecco, quindi, che il fisico umano ricava energia, per riformare le molecole di ATP utilizzate, dalla demolizione di grassi e zuccheri. Questi, a contatto con l'ossigeno trasportato dal sangue, bruciano, ovvero si ossidano, liberando l'energia necessaria. La combustione ha dei ritmi lenti rispetto ai meccanismi precedenti, comportando, così, una intensità minore, ma continua...
Come funziona il sistema anaerobico lattacido? Quale tipologie di sport e atleti ricorrono al sistema anaerobico lattacido?
II sistema anaerobico lattacido si avvale, per ricaricare l'ATP, dell'energia fornita dal glicogeno (ovvero dagli zuccheri) e consente di compiere uno sforzo piuttosto intenso fino a un minuto circa.
Il serbatoio di questo meccanismo è più voluminoso rispetto al sistema anaerobico lattacido , ma con un rubinetto, o foro di uscita, di minore portata. In tal modo si ottiene un livello di contrazione molto elevato, anche se non massimale come nel caso del sistema anaerobico alattacido.

Dalla definizione si capisce che questo processo avviene in assenza di ossigeno. Ciò non vuole d continua...

Letture correlate:

Nei muscoli e nei tendini esistono delle strutture nervose di controllo (« recettori ») che hanno il compito di informare il sistema nervoso centrale sullo stato di tensione muscolare.



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